FUTURO NAZIONALE, COMITATO COSTITUENTE DI GROTTAFERRATA COMUNICATO STAMPA


Verso le elezioni comunali di Grottaferrata
I Cittadini di Grottaferrata, verosimilmente nella prossima primavera, saranno chiamati ad eleggere il
Sindaco ed il Consiglio comunale che amministreranno la Città dopo l’ennesima interruzione anticipata
della sindacatura, quella votata nel giugno del 2022.
Non è un caso, purtroppo, che Grottaferrata rientri tra quei Comuni colpiti più ripetutamente da questo
misero “fenomeno”.
Ricordiamo che, dal 1999, sei Sindaci su sette (Mauro Ghelfi, Angelo Viticchié, Gabriele Mori,
Giampiero Fontana, Luciano Adreotti e, da ultimo, Mirko Di Bernardo) hanno visto interrompersi
anzitempo il mandato quinquennale ricevuto dai Cittadini.
Il compianto Mauro Ghelfi e Gabriele Mori si dimisero di loro sponte, mentre Angelo Viticchié, nel
giugno del 2004 concluse anzitempo la sua esperienza da Primo Cittadino a causa della mancata
approvazione del Bilancio (benché le “firme” per mandarlo a casa fossero già pronte).
Gli altri tre (Fontana, Andreotti e Di Bernardo), sono decaduti per mano di alcuni Consiglieri comunali
i quali, piuttosto che presentare una Mozione di sfiducia e discuterla in Aula, motivando pubblicamente
le loro scelte, hanno preferito dimettersi in silenzio, spesso sottoscrivendo la fine della consiliatura in
uno studio notarile (talvolta addirittura lontano da Grottaferrata).
Al di là delle cronache e dei tecnicismi, ciò che riteniamo necessario evidenziare per i Cittadini di
Grottaferrata (molti dei quali ignari delle reali “cause” alla base di questo triste “fenomeno” che va
ripetendosi, come detto, da oltre venticinque anni), è la concreta possibilità che le prossime elezioni
comunali “partoriscano” l’ennesimo ibrido pseudo-politico, inevitabilmente prodromico
all’insediamento del settimo Commissario di nomina prefettizia in un quarto di secolo.
Il perché è presto detto.
Lo scenario che sembra prefigurarsi, vede l’ex Sindaco Di Bernardo concorrere nuovamente, sostenuto
da uno schieramento civico che raccoglie personaggi di varia provenienza, tanto da sinistra quanto da
destra, passando per il centro. Un gruppo fortemente eterogeneo, tenuto insieme, probabilmente, dal
desiderio di rivalsa dell’ex Primo Cittadino che, tuttavia, ha già sperimentato un percorso simile, poi
bruscamente interrottosi a poco più di un anno dalla scadenza del mandato.
Sia chiaro, non si tratta di un giudizio sulla persona, bensì di un’inevitabile considerazione: se un
progetto politico si è dimostrato fallace, soprattutto per il tentativo, non riuscito, di tenere insieme tutto
e il contrario di tutto, come può riproporsi uno schema simile?
È bene ricordarlo: la coalizione che sosteneva Di Bernardo includeva, oltre alla sua lista di ispirazione
progressista “Fare Rete”, il Partito Democratico ed esponenti di centrodestra eletti in liste civiche. E
successivamente, per rimediare alle diverse crisi intervenute, ha aggregato prima un Consigliere de “La
Città al Governo” (la sinistra vetero-ambientalista), poi un altro Consigliere eletto anche coi voti della
Lista “Ghelfi”, sino al tentativo estremo di ottenere l’appoggio dell’ex nemico giurato Andreotti, colui
che, tra veleni e polemiche roventi, gli aveva revocato le deleghe assessorili nel 2019.
Questo sempre per chiarezza.
Il centrosinistra (o quel che ne rimane), al momento non risulta pervenuto. Certamente il cd. “campo
largo” dovrà individuare un proprio candidato Sindaco, poiché apparirebbe quanto mai bizzarro un
rinnovato sostegno allo stesso Di Bernardo, la cui esperienza è terminata con la determinante regia del
PD (locale e sovracomunale).
Voci non confermate danno come possibile candidato Sindaco anche l’ex Primo Cittadino Andreotti,
sebbene per ora non si conosca se con un percorso politico o civico.
C’è poi una non meglio definita “area” che vorrebbe proporre la candidatura a Sindaco dell’ex
Assessore al Bilancio Alberto Rossotti, ma anche qui - al momento - non si conoscono ulteriori dettagli.
Venendo al centrodestra, la situazione non risulta molto diversa, benché le varie “anime” di Fratelli
d’Italia viaggino - da tempo - sulla convinzione che la vittoria sarebbe cosa praticamente fatta, quale che
fosse il candidato Sindaco e la coalizione a suo sostegno.
È indubbio che il partito di Giorgia Meloni sia maggioritario nella potenziale coalizione, ma sono
altrettanto note le forti spaccature al suo interno, in particolare per la disputa tra sul nome da candidare
a Sindaco, ossia l’ex Consigliere Federico Pompili e Marco Bosso (dapprima Assessore con Mauro
Ghelfi, poi candidato Sindaco civico non eletto, quindi Consigliere comunale nella sindacatura Fontana,
poi ancora - da ultimo - Consigliere a sostegno dell’ex Sindaco Andreotti).
Gli altri partiti di centrodestra, a Grottaferrata, sono tutti commissariati con figure esterne al territorio:
Forza Italia ha recentemente nominato l’ex Assessore marinese Marco Ottaviani; la Lega di Salvini
aveva nominato nel 2022 l’architetto Felice Squitieri, residente a Frascati (a giugno nominato
Commissario di Governo per il Piano Casa 2026); Noi Moderati, pochi giorni fa, ha nominato Silvio
Salvini, già candidato al Consiglio comunale di Albano lo scorso maggio.
Questo il quadro dei quattro/cinque possibili candidati Sindaci e delle relative coalizioni, a cui si
aggiunge il proliferare di liste civiche (trasversale a tutti gli schieramenti), con il rischio concreto di una
forte dispersione del voto, a causa del sovrannumero di candidati al Consiglio comunale, ricordando che
ogni lista si compone di sedici nomi, di cui almeno un terzo di genere femminile.
Giova, infine, ricordare il dato non secondario dell’affluenza al voto, la cui percentuale a Grottaferrata,
negli ultimi anni, prescindendo dalla tipologia di elezione, si è attestata su una media inferiore al 50%
(con punte di poco superiori al 30% nei turni di ballottaggio alle comunali). Vale a dire, meno di 8.000
elettori votanti su oltre 16.500 aventi diritto (meno di 5.000 ai ballottaggi).
Un dato, purtroppo, in linea con la crescente disaffezione dalla politica a livello nazionale, ma da tenere
presente in quanto la moltitudine di candidati che si prospetta alle prossime elezioni comunali, rischia -
come accennato - di produrre una diffusa frammentazione del voto (ricordando altresì, il fattore
“parentela” che, a livello locale, incide ulteriormente, dato che un fratello, uno zio, un cugino, un nipote
candidati, prescindendo dal partito/lista di appartenenza, orientano inevitabilmente la scelta del voto,
perlomeno al primo turno).
Fatta questa indispensabile analisi in premessa, il Comitato Costituente grottaferratese di Futuro
Nazionale, guarda come naturale riferimento all’area di centrodestra, con la quale sono già intercorsi
contatti informali. Tuttavia, riteniamo che la disputa interna a Fratelli d’Italia sul nome del candidato
Sindaco, non sia il migliore viatico per approcciare il voto di primavera.
Ci permettiamo questa riflessione poiché, ovviamente, Futuro Nazionale auspica che la Città torni ad
essere governata dal centrodestra. Il che, altrettanto ovviamente, non significa che accetteremo tout court
l’imposizione di nomi e metodiche “inopportune” da parte di chicchessia, ferma restando la
disponibilità al dialogo ed al confronto, anche serrato ma sempre su una base di correttezza e reciproco
rispetto, e soprattutto per il bene reale di Grottaferrata e dei Cittadini.
Per ragioni di spazio, non entriamo qui nel merito delle tantissime problematiche che affliggono la
Città, sulla nostra visione politico-amministrativa e sulle proposte di soluzione o di intervento che
abbiamo intenzione di presentare ai Cittadini che, per onestà intellettuale, restano comunque i nostri
interlocutori privilegiati. Lo faremo prossimamente, anche attraverso incontri pubblici, nella speranza di
poter contribuire al (vero) bene comune.
Nel frattempo, comunichiamo questo indirizzo e-mail per chiunque desideri contattarci:










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