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Il successo elettorale di Alternative für Deutschland

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La Redazione
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Il successo elettorale di Alternative für Deutschland, abbreviato in AfD, letteralmente "Alternativa per la Germania", non è un successo politico come si pensa o si vuole far passare, ma è un risultato di una cultura, come quella germanica e, quindi, tedesca, che risale dai secoli e che si è trasmessa di generazione in generazione e che appare, di volta in volta, in forma intermittente nella popolazione, come agli inizi del Novecento.

Chi conosce la “Cultura Tedesca”, non deve meravigliarsi e catalogare tutto sotto l’aspetto politico, ma nello “Sturm und Drang” (Tempesta e Impeto), uno dei più importanti movimenti culturali tedeschi che si colloca convenzionalmente tra il 1765 ed il 1785, ma con riferimento letterario, in quanto quella “Tempesta e Impeto” del popolo germanico, risale alla notte dei tempi, quale la coscienza individuale che pesa sull’evoluzione degli avvenimenti storici e che come afferma Johann Wolfgang von Goethe (1749 – 1832): “Il sentimento è tutto!”.

Le ultime elezioni nella Repubblica Federale di Germania, si sono svolte, il 6 settembre 2026, in Sassonia-Anhalt, per eleggere il Landtag, che è l’assemblea legislativa monocamerale composta da 83 membri, ubicata a Magdeburgo e tra alcune settimane vi saranno le elezioni a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania che è, come la Sassonia-Anhalt uno dei 16 Stati (Bundesländer) della Germania, dove ciascuno Stato è rappresentato a livello nazionale nel Bundesrat, cioè il Consiglio Federale e dove ogni Land (Stato), ha propri uffici di rappresentanza sia presso la Federazione, sia presso l’Unione Europea.

Il Bundesrat (Consiglio Federale) è un organo costituzionale legislativo della Repubblica Federale di Germania, ed uno dei 5 organi costituzionali federali, accanto al Presidente Federale, al Governo Federale, al Bundestag (Parlamento Federale), e attraverso il quale gli Stati membri (Lander) sono rappresentati all'interno della Federazione, alla Corte Costituzionale Federale.

Dopo la I guerra mondiale, con il Trattato di Versailles del 1919, la Germania fu obbligata a pagare 132 miliardi di marchi oro (circa 6,6 miliardi di sterline dell’epoca) come riparazioni agli Stati Alleati vincitori della I Guerra Mondiale, una somma enorme che includeva sia denaro che beni materiali.

Vi furono notevoli conseguenze territoriali e politiche, in quanto, oltre ai pagamenti, la Germania perse territori in Europa (circa il 13% del territorio e un decimo della popolazione) e tutte le sue colonie, mentre la Renania fu smilitarizzata e occupata temporaneamente dagli Stati Alleati.

Le misure economiche contribuirono a creare un clima di risentimento che influenzò la politica tedesca negli anni successivi, risvegliando l’atavico sentimento tedesco e la crisi economica portò a un aumento dei prezzi, difficoltà quotidiane per la popolazione che cadde in miseria, e tensioni sociali e politiche tanto che si dovette intervenire, a livello internazionale, a piani di pagamento e interventi come nel 1924, grazie al Piano Dawes, che è stato un accordo economico stabilito per affrontare le riparazioni di guerra imposte alla Germania dopo la I Guerra Mondiale, ideato, quando Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1925 al 1929, era Calvin Coolidge (1872 – 1933), dal suo Vice-Presidente Charles G. Dawes (1865 - 1951), entrambi repubblicani il cui piano mirava a ristrutturare il debito di guerra della Germania ed a stabilizzare l’economia tedesca che era in un disastroso disastro ed in crisi.

Il Piano Dawes, prevedeva la creazione di una nuova moneta, il “rentenmark”, e l’apporto di capitali americani nell’economia tedesca per stimolare la crescita, tuttavia, il piano non riuscì ad impedire la grande depressione e l’ascesa del nazismo in Germania che culminarono nella II Guerra Mondiale.


Non si tenne conto e non fu mai rispettato il “Patto Briand – Kellog”, che prende il nome, rispettivamente dal Ministro degli Esteri francese, Aristide Briand (1862 – 1932) che, nel 1930 caldeggiò l'idea di una Europa Unita federale e dal Segretario di Stato americano, Frank Kellog (1856 – 1937), dove venne stabilito che la Guerra, fini ad allora prerogativa del principio di sovranità degli Stati, veniva spogliata della sua liceità e per la prima volta, gli Stati Uniti rinunciavano a far valere i loro interessi che, invece, avevano esercitato, come attori principali a Versailles del 1919, introducendo il principio del pagamento dei danni di guerra e quello che risaltava, come una delle caratteristiche principali del Patto Kellogg-Briand è aver stabilito l’ assoluta mancanza di sanzioni.

Gli Stati Uniti, quindi, intervennero con prestiti per sostenere l’economia tedesca e fu concessa una nuova rateizzazione del debito di guerra, ma nonostante ciò, la Germania dichiarò più volte l’impossibilità di pagare ulteriori rate, portando all’occupazione della Ruhr che fu un intervento militare franco-belga tra il 1923 e il 1925 per costringere la Germania a continuare a pagare le riparazioni di guerra, in quanto a Versailles, nel 1919, fu introdotto un principio, inesistente in precedenza, cioè che uno Stato che aveva scatenato una Guerra doveva pagare i danni ai vincitori, a seguito del conflitto che lo aveva visto soccombente.

L'occupazione della Ruhr iniziò l'11 gennaio 1923, quando truppe francesi e belghe entrarono nella valle della Ruhr, area industriale strategica della Germania, in risposta all'inadempienza tedesca nel pagamento delle riparazioni stabilite dal Trattato di Versailles del 1919.

La Commissione delle riparazioni dichiarò la Germania inadempiente il 9 gennaio 1923, fornendo la base giuridica per l’invasione.

La Francia, danneggiata gravemente durante la guerra, mirava a ottenere risorse economiche e industriali, in particolare carbone e acciaio ed il Belgio partecipò per motivi simili.

Gli approfondimenti storici, portano ad affermare che per evitare conflitti tra Francia e Germania, fu creata, con il Trattato di Parigi del 18 aprile 1951, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) fu con lo scopo, proprio nel ricorso dell’occupazione della Ruhr nel 1923, di mettere in comune le produzioni di queste due materie prime soprattutto tra Francia, Belgio e Germania, ai quali Stati, contestualmente, si aggiunsero l’Italia, il Lussemburgo ed i Paesi Bassi, e questa Comunità fu concepita, anche come passo iniziale di un processo federale europeo e il 25 marzo 1957 fu sottoscritto Trattato che istituì la Comunità economica europea, divenuta l’attuale Unione Europea, con il Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, entrato in vigore il 1º novembre 1993 che non ha dato i risultati sperati, in un’Europa che dovrebbe cambiare!

Quei 132 miliardi di marchi d’oro costituivano un mutuo il cui termine dell’ultima rata di pagamento era stata stabilito nel 1989, ma questa cifra, considerati gli effetti economici negativi su tutta la popolazione, ottenne, diremmo oggi, come si dice nei confronti di una finanziaria, un “saldo e stralcio” e la cifra fu ridotta a soli 3 miliardi di marchi oro durante la Conferenza di Losanna del 1932, ma tale riduzione non risolse il problema della miseria in Germania, e con l’avvento del Terzo Reich (1933-1945), venne stabilito, reagendo come sappiamo, decidendo di non continuare a pagare.

Il peso delle riparazioni si rivelò insostenibile per la Repubblica di Weimar che fu il primo regime democratico della Germania, tra il 1919 e il 1933, caratterizzato, tuttavia, da crisi economiche e tensioni politiche che portarono alla sua caduta con l’ascesa del nazismo (1933).

Prima dell’ascesa del nazismo, per far fronte ai pagamenti, il governo tedesco stampò enormi quantità di valuta, causando una iper-inflazione drammatica e nel 1921 un dollaro valeva 65 marchi, mentre nel novembre 1923 arrivò a 4 bilioni di marchi.

Circa il debito che era stato stabilito alla Conferenza di Versailles del 1919, dopo varie ristrutturazioni e Trattati successivi, la Germania completò il pagamento dei debiti imposti dal Trattato di Versailles solo il 3 ottobre 2010, con l’ultimo pagamento di 69,9 milioni di euro ed è per tale motivo che, principalmente, che la gran parte della popolazione è avversa ad ogni pagamento, anche di quello sotto forma di contributo all’Unione Europea.


Circa il risultato elettorale dell’AFd, niente, quindi, di nuovo politicamente, se, in Germania, i cittadini-elettori, si attengono ad una loro “identità”, ed essendo diffusi nei 16 Stati della Repubblica Federale di Germania (chissà del perché giornalisti, mass-media, politici evitano di dire Federale quando indicano la Germania), ed esprimono la loro preferenza culturale ad un determinato Partito Politico ed in Germania i Partiti sono soggetti istituzionali di rilevanza costituzionale, invece in Italia sono ancora, purtroppo, delle semplici associazioni di diritto privato.

AfD, fu fondato, quale soggetto di diritto pubblico, previsto e consentito dalla Legge e dalla Costituzione Tedesca, con lo scopo di raccogliere il crescente sentimento euroscettico tra l’elettorato in vista delle elezioni federali nazionali del 2013, proponendosi l'indizione di referendum popolari per approvare il recupero di sovranità in favore degli Stati membri dell’Unione Europea, l’uscita dall’euro della Germania e la possibilità di creare unione monetarie alternative, temi ed argomenti presenti in ogni popolazione in Europa.

Ed ecco che quando si parla di “moneta” di “denaro” si è oggetto di attenzione da parte di determinati poteri bancari e finanziari ed in Germania, l’agenzia per la protezione della Costituzione (BfV), classificò una fazione interna che si era costituita all'AfD "Der Flügel" (letteralmente L’ala), come “una organizzazione estremista di destra avversa all'ordine di base liberal democratico [...] perciò non compatibile con la legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania” e quindi posta sotto sorveglianza dell'intelligence che il 2 maggio 2025, classificò il partito come un “gruppo estremista di destra” in grado di minacciare la sicurezza e la stabilità della democrazia, ma i Giudici (Tribunale Amministrativo di Colonia), hanno accolto il ricorso del Partito, ritenendo che questo Partito non manifesterebbe "nel suo insieme una tendenza di fondo ostile alla Costituzione", contraddicendo così la valutazione dell’agenzia per la protezione della Costituzione (BfV).

In tale occasione, la leader Alice Elisabeth Weidel, co-Presidente di AfD e dal 2017 capogruppo di AfD al Bundestag ha definito tale decisione del Tribunale Amministrativo di Colonia: “un trionfo per il partito e per lo Stato di diritto”.

Questa decisione del Tribunale Amministrativo, evidentemente, non soddisfa gli altri Partiti tedeschi, che non rispettano politicamente le sentenze dell’ordinamento giudiziario, ed a mezzo stampa, continuano a diffondere un mainstream per manipolare il grande pubblico, con riflessi anche in altri Stati, per affermare un giudizio negativo indicando AfD, come un Partito con tendenze razziste, islamonofobe, antisemite, xenofobe e con accuse di legami con il neo-nazismo.

Ora, tali comportamenti, attenendo all’animo umano sotto l’aspetto deleterio, vi possono essere in singoli individui che s’inseriscono in Partiti e Movimenti Politici o nell’ambito delle forze politiche, ma altra cosa è se questi organismi politici organizzano i cittadini in tal senso.

Inoltre, l’AfD viene definito di estrema destra, nota anche come ultra-destra, che è un termine utilizzato per definire una varietà di movimenti politici, ideologie e partiti che si collocano più a destra di un contesto politico rispetto alla destra politica convenzionale, ma anche questa viene rifiutata con comportamenti e frasi anti-democratiche.

Il concetto di estrema destra, dovrebbe considerarsi obsoleto, in quanto emerse nel linguaggio politico francese e inizialmente indicava, fino al XIX sec., le posizioni associate al sostegno della Dinastia dei Borbone e dei suoi diversi rami dinastici, come la dinastia dei Borbone delle Due Sicilie, detta anche Borbone di Napoli o Borbone di Sicilia, un ramo italiano dei Borbone, derivato, a sua volta, dai Borbone di Spagna ed a loro volta, derivati dai Borbone di Francia.

In Italia, la Dinastia dei Borbone, fu il casato reale del “Regno di Napoli”, cioè il Regnum Siciliae citra Pharum, il cui significato è “Regno di Sicilia al di qua del Faro”, in riferimento al “Faro di Messina”, rispetto al “Regno di Sicilia”, cioè Regnum Siciliae ultra Pharum, cioè “Regno di Sicilia al di là del Faro”, che si estendeva soltanto sull'intera isola di Sicilia.

Quindi a rigore, il termine di estrema-destra che rispetto al passato sosteneva una Dinastia, quindi una Monarchia, dovrebbe, laddove vi è rispetto di una Costituzione Repubblicana, non avere un valore negativo nel sostenere una Repubblica, come in Germania, la Repubblica Federale di Germania ed è da aggiungere anche in Italia.

Gianni Sabàto

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