Grottaferrata: Riscontro all'intervento di Di Bernardo
- La Redazione

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Caso Antenne, Mazza risponde a Di Bernardo: «Chi non sa contestare
le sentenze preferisce innervosirsi e delegittimare l'avversario»
Le sentenze non si interpretano a uso e consumo della propaganda: parlano i
fatti, scritti nero su bianco dal TAR e dal Consiglio di Stato. Atti pubblici che
ogni cittadino può leggere liberamente, dove gli errori del Comune emergono
senza scampo, certificati da pesanti condanne al pagamento delle spese di lite.
Chi tenta di spostare lo scontro sul personale evidentemente risente del peso
di questi verdetti, che restano un faro di verità per Grottaferrata. La
trasparenza non è uno strumento elettorale, ma un dovere istituzionale a cui
nessuno può sottrarsi.
Prendo atto che, ancora una volta, invece di confrontarsi con i fatti e con gli
atti amministrativi, si preferisce spostare il dibattito sul piano personale,
attribuendo false intenzioni, responsabilità e giudizi nei confronti di chi pone
questioni documentate. È una tecnica politica che negli ultimi mesi di
consiliatura è stata utilizzata con costanza dall’ex Sindaco che non ha prodotto
risultati positivi, in contrasto con il buon lavoro svolto dall'amministrazione che
quando è stato collegiale ha prodotto risultati importanti e visibili per
Grottaferrata. Oggi si continua ad alimentare un clima di contrapposizione
permanente, di tensione istituzionale e di conflittualità che è sotto gli occhi di
tutta la cittadinanza e che ha accompagnato il fallimento dell’esperienza
amministrativa conclusasi con il commissariamento del Comune
I fatti, però, rimangono fatti. Ad oggi il Comune di Grottaferrata ha subito due
sentenze sfavorevoli del TAR Lazio e una definitiva del Consiglio di Stato nelle
vicende riguardanti gli impianti di telefonia mobile. I motivi principali
evidenziati nei verbali della magistratura amministrativa recitano che:
• Sentenza TAR n. 13647/2025: «...l’amministrazione non fa corretta
applicazione della normativa in questione, ritenendo decorso il termine
nonostante fosse impossibile per la società instante la ripresa dei lavori.»
• Sentenza TAR n. 04576/2026: «...il termine per il completamento dei
lavori di una stazione radio base deve essere sospeso in presenza di un
evento che impedisca in maniera oggettiva lo svolgimento di tali lavori
(quale è, nel caso di specie, l’autorizzazione ENAC alle misure da
implementare nel progetto)».
• Sentenza Consiglio di Stato n. 03339/2026: «6.2 – Nel caso di
specie, alla luce della peculiare evoluzione della vicenda come già innanzi
richiamata, deve ritenersi corretto l’assunto del Tar per cui solo con
l’ultimo parere ENAC del 10 settembre 2024 sarebbe stato possibile
procedere con i lavori. A conferma di tale conclusione, e contrariamente
a quanto argomentato dal Comune, si osserva che il primo parere ENAC del 28 settembre 2023 conteneva talune prescrizioni relative alla
segnaletica da apporre all’impianto che, tuttavia, non erano idonee e
compatibili con l’impianto stesso. Invero, Iliad ha richiesto una rettifica
alla stessa ENAC che, in data 10 settembre 2024, ha trasmesso un
ulteriore parere favorevole recante le nuove e definitive prescrizioni di
propria competenza.»
Questi verdetti, che ogni cittadino può verificare, hanno chiaramente censurato
l’operato dell’Amministrazione sotto diversi profili, evidenziando errori
nell’applicazione della normativa e nella gestione dei procedimenti. Quando
non si è in grado di contestare il contenuto di sentenze e atti ufficiali, si tenta
di screditare chi quei documenti li legge, li studia e li rende pubblici, anche
assumendosi le proprie responsabilità per non essere riuscito a cambiare le
cose.
Inoltre, non ho mai sostenuto che il Piano Antenne potesse essere applicato
retroattivamente, ma che l'approvazione del Piano Antenne, intervenuta il
23.2.24, prima delle definitive prescrizioni ENAC (10.09.24 e 22.10.24) e
quindi prima dell'effettiva possibilità di realizzare gli impianti, avrebbe potuto
costituire un utile strumento di interlocuzione con gli operatori telefonici per
verificare, ove ancora possibile, una diversa localizzazione coerente con il
nuovo strumento di pianificazione territoriale. La successiva attività della
Commissione consiliare del 25 novembre 2025, pur riferita all'impianto del
Villino delle Civette, conferma che il Consiglio Comunale riteneva opportuno
approfondire la ricerca di siti alternativi attraverso specifiche simulazioni
tecniche. Ciononostante, non risulta attivata nessuna attività tecnica
successiva.
A ciò si aggiunge il tema dei costi del contenzioso ILIAD. Anche questi non
sono opinioni ma atti pubblici pubblicati sul sito comunale:
• Determina n. 1734 del 6.08.2025 – Euro 8.072,04 spese legali
• Determina n. 2135 del 13.10.2025 – Euro 3.488,68 spese di lite
• Determina n. 228 del 10.02.2026 – Euro 5.020,02 spese legali
• Determina n. 743 del 10.04.2026 – Euro 7.171,45 spese legali
• Determina n. 1223 del 19.06.2026 – Euro 2.838,68 spese di lite
• Determina n. 1250 del 23.06.2026 – Euro 5.836,48 spese di lite
Di errori possiamo commetterne tutti, io non ne sono esente, ma l’importante
è non farli in malafede. Di fronte a queste cifre mi sarei aspettato risposte nel
merito.
Lo stesso schema si è ripetuto su un’altra vicenda. Già nel Consiglio comunale
del maggio 2024 avevo segnalato la situazione di stallo del campetto di pattinaggio di Pratone, opera pubblica ad oggi realizzata ma mai formalmente
acquisita al patrimonio comunale, lasciata per oltre due anni in stato di
abbandono. Ho sollevato più volte il problema direttamente con l'ex Sindaco
senza ottenere azioni concrete. Solo pochi giorni fa, a seguito di un'ulteriore
segnalazione formale al Commissario, con determinazione n. 1177 del
16.06.2026, il Comune ha finalmente formalizzato l'esistenza della criticità e
sta cercando di porre rimedio.
Il tempo, galantuomo, ha dimostrato che la questione esisteva davvero.
Per questo continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: leggere gli atti, studiare i
documenti e segnalare le questioni rilevanti nell’interesse della città.
Grottaferrata ha bisogno di un confronto diverso, che metta da parte i tentativi
di delegittimazione personale per fare spazio alla discussione trasparente sulle
decisioni adottate e sulle responsabilità amministrative. Il rispetto delle
istituzioni si dimostra rispondendo ai documenti con altri documenti, non
sostituendo il confronto politico con l’attacco personale.
Desidero infine ribadire il profondo rispetto istituzionale che ho sempre avuto
nei confronti dei dipendenti comunali. Ho avuto modo di conoscerne da vicino
la professionalità, la competenza e la serietà con cui svolgono il proprio lavoro.
Le criticità amministrative da me evidenziate non intendono mettere in
discussione il loro impegno, ma rappresentano esclusivamente osservazioni
rivolte alla gestione di specifici procedimenti e alle scelte amministrative
adottate.










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